Mycroft AI

Mycroft AI

Giugno 3, 2020 0 Di IoTLife

Mycroft AI vuole essere un progetto innovativo, dando a tutti la possibilità di avere un assistente virtuale Open Source da sviluppare e personalizzare.

mycroft
credits to mycroft.ai

Gli Assistenti Vocali attualmente in commercio sono dotati di software proprietario e bisogna aspettare che siano i produttori ad aggiornarli.

Qualsiasi funzione, per quanto possa essere semplice, se non è prevista è impossibile da implementare da parte di un semplice utente.

Il concetto dietro Mycroft

Un qualsiasi prodotto creato da un’azienda cresce in base a quanti dipendenti ci sono ed in rapporto agli sforzi posti per lo sviluppo.

Mycroft è invece pensato proprio per permettere a chiunque di implementare nuove funzioni, facendolo avanzare in modo distribuito.

Con il software Open Source, invece, ogni programmatore interessato può contibuire, aumentando notevolmente la velocità di progresso.

Ogni giorno qualcuno potrebbe avere una nuova idea o migliorarne una già esistente, portando sempre più funzioni a questo assistente virtuale.

Come è fatto Mycroft

Software

Sono state sviluppate, fino ad ora, diverse versioni Software di Mycroft, in modo da poterne fare uso nella maniera che si ritiene più adatta.

Mentre su Windows e MacOS sia possibile eseguire solamente una versione virtualizzata con VirtualBox, se ne può fare un uso più completo con Linux.

Essendo il sistema operativo per eccellenza dell’Open Source, sarà possibile installare Mycroft tramite alcuni script o installer preparati appositamente.

Una versione specifica è stata sviluppata per Android, da caricare con Android Studio e compilare in APK, ma è per gli utenti più esperti.

Un altro sistema è tramite la piattaforma Docker, nella quale è possibile creare ed utilizzare dei container Linux isolati ed indipendenti.

Non si avrà quindi la pesantezza di un’intera macchina virtuale, ma la semplicità di un singolo processo virtualizzato in uno di questi container,

Ultima, ma più comoda rispetto alle altre, la versione “Picroft”, un’immagine di sistema preparata su misura per Raspberry Pi 3 o 3B+.

Questa rende decisamente più semplice la proceduta necessaria per iniziare, richiedendo solamente di inserire la MicroSD nel Raspberry Pi.

Sul sito ufficiale, naturalmente, è possibile trovare tutte le versioni da scaricare e le guide dettagliate per installazione e configurazione.

Hardware

MARK I

La prima versione di smart speaker Mycroft, nominata Mark I, è stata costruita con un design simpatico ed amichevole, ricordando un robot.

Monta un pannello frontale, il quale viene usato per replicare una “faccia” virtuale, con occhi e bocca, per rendere ancora più interattivo il dispositivo.

Sul retro ci sono tutti i vari connettori necessari per le comuni operazioni di connessione, uscita audio ed ovviamente l’alimentazione del dispositivo.

Mycroft
credits to microft.ai

Mark I è realizzato principalmente come idea di prototipo per gli sviluppatori, quindi è decisamente più predisposto alla sperimentazione.

Al suo interno è presente un vero e proprio Raspberry Pi 3, collegato a tutte le varie componenti, tra le quali è presente anche un Arduino Mini.

Il Bluetooth è stato disabilitato e bisogna fare attenzione al connettore GPIO, in quanto la disposizione dei pin non corrisponde al Raspberry Pi.

Terminato

Il dispositivo, del valore di 179.99$ e ribassato a 149.99$, non è più disponibile sul sito ufficiale, in quanto venduto fino ad esaurimento scorte.
Mycroft
credits to microft.ai

MARK II

La seconda versione, Mark II, sembra essere più mirata all’uso da parte di un utente più classico, anche se attualmente non è ancora in commercio.

Si presenta con un design più compatto, elegante, con uno schermo touch verticale, nel quale visualizzare uno dei volti dell’assistente o i widget.

Una caratteristica fondamentale di questo assistente, molto richiesta per prodotti di altre marche e mai realizzata, è di poter scegliere tra più nomi.

L’assistente, quindi, non si attiva solamente rispondendo a “Mycroft”, ma è possibile scegliere uno di quelli a disposizione, in attesa di quello personale.

L’intendo dei produttori è quello di renderlo totalmente personalizzabile e stanno frenando sulla produzione per poter offrire un prodotto completo.

credits to microft.ai

I test di sperimentazione stanno già dando ottimi risultati, dimostrando come sia più reattivo e veloce, rispetto a Mark I, ad interagire con l’utente.

L’aspetto ricorda decisamente di più quello di un classico smart speaker, sebbene sia ancora in fase di progettazione, ma rimane open hardware.

La posizione dell’azienda produttrice rimane stabile sulla decisione di un sistema aperto a tutti, dichiarando inoltre la totale privacy dell’utente.

Ci si può recare sulla pagina Indiegogo di Mark II per depositare 1$ per ogni dispositivo che si ha intenzione di acquistare, come forma di prenotazione.

Prima di acquistare, registrati ad Amazon Prime e poi torna su questa pagina.

Per il sito ufficiale, clicca qui.

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